ISTITUTO PER LA FAMIGLIA ONLUS (TARANTO)

ASSOCIAZIONE DI VOLONATARIATO  (onlus) Iscritta al Registro generale  dellE Organizzazionidi   volontariato della Regione Puglia al n. 685 (SEDE LEGALE: VIA OBERDAN 27) - TA - tel. 3406020452  C.C.Post. 1018980183 - Codice Fiscale 90095640737


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I nostri obiettivi DAL 1997 AL 2014

CONTRASTARE L'EMARGINAZIONE, PREVENIRE E RIMUOVERE I CASI DI BISOGNO, RECUPERARE GLI EMARGINATI, I SENZA TETTO E AIUTARE TUTTE LE FAMIGLIE BISOGNOSE

 

 

 

 

CHI SIAMO

L’Istituto Per la Famiglia è un’associazione di volontariato onlus, fondata in ossequio alla legge n. 266/91 e registrata al n. 685 dell’Albo Regionale al Registro generale delle organizzazioni di volontariato della Regione Puglia.

Nato per investire sulla persona e sulle risorse umane, ha come obiettivo principale la “famiglia”, verso la quale profonde totale impegno. La visione cristiana della famiglia è il metro di riferimento per le Azioni sociali che l’IPF svolge, nel rispetto della legge varata nel 1975.

L'IPF si propone di recuperare gli emarginati e la famiglia, stimolandola a riprendere il posto che le compete nella società con tutte le sue potenzialità e mediazioni culturali, affettive, sociali, economiche. 

L'attività dell'Associazione, dalla sezione 38 di Taranto, si è sviluppata nel corso degli anni attraverso l’esperienza che ha acquisito in particolar modo fornendo un aiuto costante alle famiglie bisognose, con interventi di sostegno e di guida nello svolgimento delle pratiche burocratiche dove trovano difficoltà di azione.

'IPF è in cerca di nuovi soci che come noi hanno il desiderio di aiutare il prossimo con azioni di solidarietà. Se vuoi sostenere  le nostre attività puoi iscriverti seguendo le istruzioni riportate sulla scheda di iscrizione: sarà cura della Sede indicarti la sezione più vicina alla quale rivolgerti.

Se vuoi invece aiutarci con un contributo in denaro puoi usare il nostro Conto Corrente Postale numero 14284749  intestato a:  Istituto Per la Famiglia – via Oberdan, 27 – 74100 – TA -

oppure se desideri contribuire con donazioni di beni (vestiario, generialimentari, beni di prima necessità)  contattaci ai numeri: tel. Fax 099.4006978 – Cell. 340.6020452  o scrivici su posta elettronica a questo indirizzo: Scriveteci una e-mail al: ipftaranto@libero.it

IDEOLOGIA

La famiglia è una costante nel cambiamento sociale, il rapporto genitori/figli è segnato dal disagio comportamentale ed esistenziale ovvero dall’incomunicabilità. La famiglia costituisce l’unità fondamentale e perciò ha diritto ad una speciale attenzione, per tale ragione dovrebbero esserle assicurate le protezioni e le assistenze più ampie, così che possa riassumere la sua responsabilità all’interno della collettività. L’Istituto Per la Famiglia  è un'Associazione voluta, dai Soci Fondatori, perinvestire sulla persona, sulle risorse umane e quindi sullaFamiglia.

L’Istituto Per la Famiglia  si propone di recuperare la famiglia bistrattata dalla cultura individualista degli scorsi decenni, stimolandola a riprendere il posto che le compete nella società con tutte le sue potenzialità e mediazioni, culturali, affettive, sociali ed economiche. È da tenere presente che la famiglia, anche se le persone e i rapporti sono bruciati nel tempo, emerge come un accumulo di valori, di potenzialità educative e d’identificazione; il suo ruolo è quindi insostituibile. Siamo convinti che la famiglia dà significato alla vita, aiuta ad essere in pace con noi stessi. Per lo Stato Italiano e per la società esistono persone (lavoratori, disoccupati, anziani, giovani, ecc) per le quali la famiglia esiste come somma d’individui.

Noi dell’Istituto Per la Famiglia, iscritti al Registro Generale delle Organizzazioni di volontariato della Regione Puglia, al numero 685 (come in altre parti d'Italia), intendiamo offrire un grande impegno perché essa diventisoggetto sociale con cui lo Stato e la società civile imparino a fare i conti. Questo attraverso politiche fiscali, politiche educative e culturali (scuole, tempo libero, sport, religione, ecc), politiche per l’assistenza (come quelle extracomunitarie) adeguate. Guardando alle problematiche come quelle dell’AIDS, delle persone disadattate, dei carcerati (e del post carcere), delle persone senza fissa dimora, in genere, in modo più attento e più concreto. Andando a creare reali situazioni e politiche di difesa della salute, per il ruolo della donna e della maternità; prestare più attenzione alla paternità per il ruolo fondamentale che essa ha sia nella famiglia sia nella società. Vogliamo operare tenendo conto di queste direttrici con umiltà e carità cristiana, consapevoli del tempo attuale in cui le richieste e l’interesse per la famiglia si sono indebolite di fronte all’esasperazione dell’individualismo, quale elemento prodromico del nazionalismo e della cultura degli egoismi, in continua lotta contro di quella della Solidarietà e dell’Altruismo cristiano i cui elementi fondamentali sono naturalmente disposti da Dio Padre nella struttura familiare dove tutto ubbidisce alla legge dell’Amore, quando essa viene conservata negli equilibri del rispetto e dell’onore dei ruoli; pertanto è giunto il tempo che i figli ritornino ad onorare i genitori e questi a rispettare i figli.

Non capita tutti i giorni che le nazioni siano disposte a concentrarsi su una questione così centrale e così controversa qual è la famiglia. Non si tratta di garantire solo il futuro dell’umanità ma la crescita morale e responsabile di quanti si preparano a duplicare i modelli nei quali stanno vivendo. Difendere la famiglia di oggi equivale a rafforzare quella di domani; stimolare il bene e la cultura della solidarietà significa implementare i migliori valori per un nuovo avvenire. Garantire anche, oltre a ciò, un aiuto risistemato e cristianamente valido nel momento del bisogno e della debolezza in cui molte famiglie meno abbienti vivono la loro quotidianità.

 

ANCHE PER IL 2013 CONTINUEREMO:

Premessa

Dopo aver realizzato un rendiconto sul passato e bene pensare ad effettuarne uno anche per il futuro; nel realizzare una progettualità sul 2013 si decide di prestare attenzione  all'esperienza accumulata negli anni passati, ma soprattutto quella che è stata motivo di azione e di lavoro nell'anno appena trascorso.

Attività in programma

Nel 2012, come abbiamo visto sono state portate avanti delle attività associative che hanno in loro apice nell'accoglienza; è importante far notare che tali azioni benefiche si trovano sempre al primo posto.

In effetti per il 2013 si vuole ampliare tale attività e continuare nell'obiettivo di dare la possibilità del reinserimento nella società di ogni individuo che si trovi in status di bisogno e per qualsivoglia motivazione. Indipendentemente la provenienza e il percorso vitae che la persona, che si ha davanti, abbia fatto e, naturalmente, senza distinzione di razza o quant'altro che possa formare barriere ideologiche o etniche.

Abbiamo concluso il 2012 con la presenza di 14 persone tra cui alcuni Volontari, molti altri sono stati accolti e per motivi personali hanno lasciato il “Centro” (tra cui un anziano che, raggiunto l'età pensionabile, ha preferito lasciare il posto libero ad altri e andare a vivere in un appartamentino in Taranto, e questo lo si ritiene un traguardo raggiunto).

Altre sono le attività iniziate e portate a buon compimento e che si intende continuare a sviluppare, come gli incontri con i senza tetto alla stazione ferroviaria.

Iniziativa che ha avuto buoni risultati. Che oltre all'immagine sociale abbiamo visto che molti che non hanno un tetto non solo hanno bisogno del tetto stesso...

Ma hanno bisogno di seria e concreta “amicizia”, persone che non vadano qualche ora nel tempo libero a prestare loro ascolto. Hanno bisogno di un aiuto che va al di là delle aspettative che li si prospetta.

Hanno bisogno di un riequilibrio interiore e un riscatto non indifferente!

Molti di loro hanno sicuramente bisogno di un “rifugio” notturno. Ma hanno anche bisogno di un “continuo” nel giorno, perché non vadano a perdersi totalmente prede (i più) dell'alcool, della droga e del “delinquere”.

Forse la nostra sarà un'utopia! Forse un'illusione! Forse, ma l'esperienza che abbiamo concretizzato ci porta a farci comprendere che se non si tenta non si conosce il risultato.

Forse perché il nostro moto è esplicitamente basato su di una Fiducia, sulle cose che non si vedono, che ci porta a confrontarci sempre con quel Vangelo che ci indica: “Avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero ignudo e vi avete vestito...” che traduciamo: “Ero senza un tetto e mi avete ospitato...!”.

L'andare in stazione sembra un semplice gesto prescritto e passivo, ma, ogni volta ci si trova di fronte a delle situazioni alquanto particolari si comprende che l'essere umano ha talmente tanto bisogno non di solo pane... che spesso ci si arrende!

Taranto non ha tanti “barboni” ma abbastanza per mettere in crisi un sistema alquanto in difficoltà (economica). Non ha emergenze come Bari, Bologna, Roma o Milano... ma le problematiche che si affronta sono le medesime e abbastanza similari:

> mancanza di sicurezza

> abbandono degli affetti

> sfiducia dalla società

> sfiducia in sé stessi!

Rendendoci conto delle problematiche siamo coscienti di quanto ci viene insegnato nel Vangelo di Luca 14:28 “Chi di voi, infatti, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolare la spesa per vedere se ha abbastanza per poterla finire?” siamo intenzionati a continuare nel percorso che “Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo.” abbiamo la certezza che in Lui possiamo essere certi che la Sua misericordia sarà ampiamente manifesta perché la Sua Opera sia pienamente espressa e dichiarata.

Gli obiettivi

Gli obiettivi per il 2013 sono chiaramente esternati nelle righe precedenti, ma vogliamo sottolinearli con più enfasi.

Principalmente sono il poter ampliare il Centro “Case Betesta” in modo da raggiungere più persone possibili, dando loro ospitalità e modo di recupero e reinserimento nel tessuto sociale